
Quando mi è stato presentato il quarto Stage Nazionale della Karate Dō Italia Kenkyūkai, organizzato a Parma il 3 e 4 dicembre scorsi presso la palestra del Centro Internazionale Danza, mi è stata figurata l'opportunità di partecipare non tanto ad un "corso" quanto ad un modo nuovo e basilare per imparare.
L'apprendimento è un processo che inizia quando nasciamo e, a differenza di quanto molti pensano, non termina con la fine dell'età scolare, né tantomeno con il raggiungimento di un obiettivo particolare. Imparare è tanto importante da giovani quanto da anziani, ed è oltretutto di fondamentale importanza nel mondo del karate. E' con questo spirito che mi sono avvicinato allo stage grazie alla mia associazione, la Bushido Karate Do di Forlì.
Per noi cinture bianche e gialle, lo stage si divideva in tre allenamenti, della durata di un'ora e mezza ciascuno, ognuno dei quali focalizzato su un preciso argomento: nel nostro caso si poneva l'accento su aspetti che solitamente vengono trascurati da noi karateka durante l'esecuzione delle tecniche, e che effettivamente richiedevano un approfondimento dedicato, cosa che logicamente non sempre in palestra, durante gli allenamenti quotidiani, si riesce a fare per ragioni di tempo e didattica. Non che il nostro Maestro non ci abbia mai insegnato queste cose, anzi! Però alle volte vedere la stessa cosa spiegata da un'altra persona, e soprattutto dedicarvi un intero allenamento, può essere un'esperienza davvero formativa.
Il primo allenamento è stato condotto da Pietro Mendola, ed era focalizzato sulla tecnica e sul movimento. Assieme a lui abbiamo ripassato le tecniche base dell'Oi Tsuki e del Mae Geri, e sviscerate in tutti i loro aspetti in modo molto interessante. Attenzione è stata posta all'uso delle mani, alla profondità dello Zenkutsu Dachi, al movimento delle anche ed alla sensazione di "profondità" e di affondo nell'eseguire le tecniche.
Dopo un pranzo con gli amici, al pomeriggio è stata la volta della lezione con Andrea Bertacchi, che ha incentrato l'incontro su tutti gli aspetti che riguardassero la postura. E' stato divertente "ricominciare da zero", addirittura dal saluto iniziale, e accorgersi che certe cose prima proprio non si curavano per niente! Movimenti fatti addirittura mezzo passo alla volta, per controllare quanto effettivamente si fosse equilibrati e "centrati". A titolo personale, una lezione rivelatrice...!
La sera, a cena tutti assieme, è stata molto piacevole e divertente, Lambrusco e cibi tipici emiliani ci hanno scortato verso il meritato riposo.
Domenica è stata la volta della lezione condotta da Paolo Asirelli, rivolta agli argomenti di respirazione, Kime e Kiai, altre cose che, personalmente, ho forse trascurato fin troppo (finora!). Attraverso un bellissimo kata respiratorio ed altri esercizi mirati, ho compreso l'importanza vitale che hanno questi argomenti, grazie anche ad alcuni esempi molto efficaci e dolorosi, a tal proposito "ringrazio" Paolo per avermi percosso ripetutamente addome e schiena per controllare la coerenza del mio movimento respiratorio! Scherzo, ma ovviamente lo ringrazio veramente, perché assieme a Pietro Mendola e Andrea Bertacchi mi sono stati incredibilmente utili. So che la strada è molto lunga, e teoricamente non ha neanche una fine, ma credo che partecipare a questo stage sia stata una delle cose più positive e importanti per quanto riguarda il mio percorso nel karate.
Colgo l'occasione per invitare tutti i karateka, indipendentemente dalla loro cintura, età, istruzione, a mantenere intatta la voglia di imparare, e di mettersi in discussione attraverso questi stages non appena ne hanno l'opportunità, perchè oltre che essere un modo per socializzare, divertirsi e condividere una passione, rendono noi karateka migliori.
Gabriele